Il blog di Confirmo

Privacy e consenso informato per nutrizionisti: guida alle regole

Scritto da Irene Zornetta | Feb 26, 2026 2:01:51 PM
  • I punti chiave per mettere al sicuro il tuo studio

    • Privacy e consenso informato sono due obblighi distinti: il modulo privacy (regolato da GDPR) ti autorizza a gestire i dati sensibili, il consenso informato (secondo la Legge 219/2017) certifica l'accettazione consapevole del piano alimentare da parte del paziente. Confonderli ti espone a gravi sanzioni.
    • Nuove Linee Guida Biologi nutrizionisti, operative da gennaio 2025: il primo incontro per l'anamnesi e l'identificazione certa del paziente deve avvenire obbligatoriamente in presenza. Le fasi successive possono essere gestite anche online.
    • La carta è il tuo peggior nemico legale. Fogli volanti, archivi non sicuri o firme illeggibili non ti tutelano in caso di contenzioso. L'onere della prova di aver informato correttamente il paziente spetta sempre al nutrizionista.
    • La digitalizzazione è l'unica vera tutela: affidarsi a una piattaforma con firma elettronica a pieno valore legale (come Confirmo) elimina i rischi legati al GDPR, automatizza la burocrazia e mette in sicurezza la tua professione, sia in studio che a distanza.
  •  
  • La quotidianità di un nutrizionista è complessa: tra visite frontali in studio, stesura di piani alimentari su misura e la gestione di follow-up (anche online!), il tempo da dedicare alle scartoffie è sempre troppo poco. In questo vortice operativo, il rischio di inciampare in sanzioni legali o disciplinari è altissimo, spesso a causa di un equivoco molto diffuso: confondere la firma per il consenso al trattamento dei dati personali (”la privacy”) con l'accettazione del consenso informato sanitario.
  •  

Scopriamo come mettere al sicuro la tua professione (senza impazzire con la burocrazia).

In questo articolo, faremo chiarezza definitiva su questi due pilastri. Vedremo esattamente quali sono le differenze tra i due documenti, in quali situazioni la legge ti impone di raccoglierli e, soprattutto, perché avere documenti firmati in modo inoppugnabile e tracciabile non è un semplice adempimento amministrativo, ma un vero scudo per proteggere e far crescere la tua professione in totale sicurezza.

 

Nuove linee guida per il biologo nutrizionista: l'obbligo di identificazione

 

Le nuove “Linee guida per la professione di Biologo in ambito Nutrizionale”, operative dalla fine di gennaio 2025, parlano chiaro: il primo passo per l'elaborazione di un piano alimentare personalizzato richiede un contatto diretto e inequivocabile.


Il Biologo nutrizionista ha il dovere assoluto di accertare l'identità della persona che richiede la consulenza e di eseguire un'anamnesi accurata dove acquisire indicazioni puntuali relative a:

  • - condizioni di salute, eventuale presenza di patologie certificate dal medico
  • - assunzione di eventuali farmaci,
  • - stile di vita e preferenze,
  • - abitudini alimentari.
  •  

Questo significa che il primo incontro deve avvenire personalmente e frontalmente in studio.

Perché questa rigidità iniziale?

L'obiettivo è tutelare la salute pubblica, scongiurando il rischio che un piano dietetico venga utilizzato da soggetti terzi o per finalità improprie. Come professionista, devi essere assolutamente certo di chi hai davanti e della coerenza tra l'intervento richiesto e il paziente.

 

Tuttavia, questo non significa rinunciare alla comodità e alle potenzialità del digitale. Una volta instaurato e "consolidato" il rapporto di cura tramite il primo incontro fisico, la tecnologia diventa la tua migliore alleata. Le attività successive — come la trasmissione della dieta, i chiarimenti, l'educazione alimentare e i controlli periodici (follow-up) — possono essere gestite online tramite teleconsulenza o altre piattaforme informatiche, sempre mantenendo le dovute cautele.

 

È proprio in questo flusso ibrido, diviso tra studio fisico e mondo digitale, che emerge una sfida cruciale: se la legge ti impone di certificare l'identità del paziente alla prima visita e ti permette di gestire a distanza le fasi successive, avere un sistema per raccogliere firme valide e sicure diventa l'unico modo per svolgere il tuo lavoro in totale tranquillità.

 

 

Differenza tra privacy (GDPR) e consenso informato sanitario

 

Uno degli errori più diffusi (e rischiosi) negli studi degli specialisti della nutrizione è pensare che un'unica firma su un modulo generico possa coprire ogni obbligo legale. Molti professionisti confondono il modulo privacy del nutrizionista con l'accettazione del piano terapeutico.

 

Per lavorare in totale sicurezza, devi tenere a mente che stai gestendo due pilastri normativi completamente distinti, che tutelano beni diversi:

  • - la privacy (regolata dal GDPR): serve a proteggere il dato del paziente. Regola come raccogli, conservi e utilizzi le informazioni sensibili (come le patologie o le abitudini alimentari).
  • - il consenso informato del nutrizionista (Legge 219/2017): serve a proteggere il corpo e la volontà del paziente (il diritto all'autodeterminazione), tutelando contemporaneamente la tua responsabilità professionale. Riguarda l'accettazione consapevole del trattamento sanitario vero e proprio.
  •  

Avere la firma per la privacy non ti autorizza a prescrivere una dieta personalizzata, così come avere il consenso informato non ti salva dalle sanzioni del Garante della Privacy se gestisci male i dati.

 

Informativa privacy e GDPR per nutrizionisti: quali moduli far firmare

Le sanzioni per il mancato adempimento degli obblighi in materia di protezione dati personali non sono uno scherzo: possono avere ripercussioni penali, civili, deontologiche e multe salatissime.

Ma cosa devi fare all'atto pratico?

 

Prima di iniziare qualsiasi trattamento, il Biologo nutrizionista deve fornire al paziente tutte le informazioni previste dall'art. 13 del GDPR. Il paziente deve sapere esattamente perché raccogli i suoi dati, chi li vedrà, per quanto tempo li conserverai e quali sono i suoi diritti. I dati devono essere trattati secondo il principio di minimizzazione: chiedi solo ciò che è strettamente indispensabile per la prestazione sanitaria.

 

Il "falso mito" del consenso esplicito per i dati sanitari. Spesso si crede che per trattare dati sensibili (come quelli sulla salute) serva sempre e comunque una casella spuntata con scritto "acconsento". In realtà, il GDPR prevede altre basi giuridiche. Per il Biologo nutrizionista, il trattamento dei dati sanitari è lecito anche senza un consenso esplicito se sussistono contemporaneamente questi requisiti:

  1. - sei un professionista sanitario vincolato al segreto professionale,
  2. - le finalità sono strettamente connesse alla salute del paziente,
  3. - c'è una lettera d’incarico sottoscritta tra te e il paziente.

Perché la firma ti salva comunque. Attenzione, però: il fatto che tu possa basare il trattamento sulla lettera d’incarico e sul segreto professionale non significa che tu non debba far firmare nulla!

Devi poter dimostrare in qualsiasi momento di aver consegnato l'informativa privacy in modo chiaro e di aver stipulato quell'accordo contrattuale. Se un paziente contesta l'uso dei suoi dati e tu non hai un documento integro, datato e firmato che attesti la corretta procedura, la colpa ricadrà automaticamente su di te.

 

Quando è obbligatorio il consenso informato per la dieta personalizzata?

 

Se la privacy tutela i dati, il consenso informato (regolato dalla Legge 219/2017) tutela la persona e la tua professionalità. Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato del paziente. Ma cosa significa esattamente per un Biologo nutrizionista?

 

Quando DEVI avere il consenso informato (firmato): in pratica, questo documento è obbligatorio ogni volta che passi dalla teoria alla pratica sul singolo individuo.

Nello specifico:

  • - quando effettui una valutazione nutrizionale (anamnesi, misure antropometriche, esame bioimpedenziometrico, plicometria).
  • - quando elabori e prescrivi una dieta o un piano alimentare personalizzato, a prescindere che tu operi in una clinica o nel tuo studio privato.
  • - quando proponi modifiche strutturate alle abitudini alimentari o allo stile di vita con finalità di prevenzione o trattamento (es. diete per ipercolesterolemia o patologie già certificate dal medico curante).
  • - quando svolgi attività di teleconsulenza: la distanza non annulla gli obblighi di legge, anzi, richiede un'attenzione in più sulla validità della documentazione.

Il modulo di consenso deve essere chiaro e trasparente. Deve contenere l'esplicitazione degli obiettivi, i benefici attesi, i possibili rischi o limiti del percorso, eventuali alternative e, non da ultimo, la possibilità per il paziente di revocare il consenso in qualsiasi momento.

 

Quando NON è strettamente necessario: non devi far firmare un consenso informato per incontri divulgativi generici, workshop, conferenze o rubriche online dove fornisci consigli alla popolazione generale (purché basati su evidenze scientifiche). Allo stesso modo, non serve per un primo contatto telefonico o conoscitivo in cui spieghi semplicemente l'organizzazione dello studio, i costi e i servizi offerti.

 

 

I rischi legali della gestione cartacea dei consensi

 

Abbiamo visto che la legge ti impone di informare il paziente sia sul trattamento dei dati (privacy) sia sul percorso nutrizionale (consenso informato). Ma come dimostri di averlo fatto?

La normativa stabilisce che le informazioni possono essere fornite anche oralmente, ma in caso di contestazione, accertamento o contenzioso legale (civile, penale o deontologico), l'onere della prova spetta sempre a te. Senza un documento scritto e regolarmente firmato dal paziente, sei di fatto indifendibile. La "forma scritta" è il tuo unico e vero scudo.

 

E qui nasce il problema pratico che affligge migliaia di studi nutrizionali: la gestione cartacea. Fogli volanti, moduli stampati anni fa e non aggiornati, archivi disordinati, firme illeggibili o dimenticate. La carta non solo ti fa perdere ore di tempo prezioso, ma ti espone a enormi rischi e sanzioni GDPR (chi garantisce che l'armadietto dei consensi sia inaccessibile a terzi?).

 

Firma elettronica per nutrizionisti: come Confirmo garantisce la validità legale

 

È qui che entra in gioco Confirmo. La transizione al digitale non è più un lusso per pochi, ma una necessità normativa e organizzativa. Con una piattaforma GDPR compliant come Confirmo, il Biologo nutrizionista può:

  • - acquisire firme con pieno valore legale, sia in presenza (su tablet in studio durante la prima visita) sia a distanza (tramite link sicuro per i follow-up in teleconsulenza),
  • - garantire l'identità del firmatario,
  • - conservare i documenti in modo inalterabile e sicuro, rispettando al 100% il principio di "sicurezza adeguata" richiesto dal GDPR, senza più faldoni impolverati,
  • - aggiornare massivamente la modulistica: se la legge cambia, aggiorni il template una sola volta e tutti i nuovi consensi saranno automaticamente a norma.
  •  

Conclusione

 

Essere un Biologo nutrizionista oggi significa molto di più che calcolare il fabbisogno energetico o valutare la composizione corporea. Significa prendere in carico la salute del paziente gestendo con la massima responsabilità sia i suoi diritti fondamentali sia i suoi dati sensibili. Le nuove linee guida non lasciano spazio a improvvisazioni: la corretta acquisizione di privacy e consenso informato è la base per operare con serenità.

Non lasciare la tua professione in balia di un foglio di carta.

Scopri come Confirmo può automatizzare, digitalizzare e mettere in sicurezza legale tutta la modulistica del tuo studio. Elimina la carta, azzera i rischi di compliance e torna a dedicare il tuo tempo alla salute dei tuoi pazienti.

 

 

 


Il materiale pubblicato su questo sito web non fornisce né intende in nessun modo fornire consulenza legale attraverso il proprio sito web. Per saperne di più, leggi qui.